Sarebbe bello avere uno o più vicini che seguissero i consigli di Elaine (gli amici crediamo lo facciano già).

Se poi anche qualche amico volesse fare qualcosina in più…..

Seven easy ways to help a family diagnosed with autism di Elaine Hall (traduzione lenhv)

Negli Stati Uniti oggi un bambino su 90 è affetto da una qualche forma di Sindrome Autistica.

Oggi, quasi tutti conoscono un bambino, un ragazzo o un adulto con autismo. Eppure, anche con tutto il parlare di cure, cause e le preoccupazioni che questa situazione comporta, raramente c’è informazione su come si possa aiutare una famiglia in questa situazione.

Troppo spesso nessuno fa nulla, forse anche perché la gente non sa cosa fare o dire, o ha paura.

In questo post, spero di mostrare come semplici atti di gentilezza possano fare un mondo di differenza

per le famiglie spesso in difficoltà, principalmente emotive, ma anche quelle della vita di tutti i giorni.

1. Andando al lavoro, o a fare la spesa, ogni tanto chiedi se dovessero aver bisogno di qualcosa; se insistono per pagarti, accetta, la prossima volta si sentiranno a loro agio nell’accettare la tua proposta.

Perché? Perché spesso andare in un negozio di alimentari con una persona affetta da Autismo può essere estremamente faticoso, fisicamente ed emotivamente.

Mi ricordo quando era quasi impossibile andare a fare la spesa con Neal, mio figlio; spesso già arrivando in macchina Neal aveva attacchi d’ira e prendeva a calci il sedile di fronte a lui chiedendomi di fermarmi.

Volevo accostare, fermare la macchina e aiutarlo a calmarsi.

Ma anche fare la spesa nel negozio era una sfida. Nei giorni peggiori Neal faceva in continuazione capricci mentre riempivo il carrello; una volta ho dovuto farlo scendere dal carrello, che ho lasciato lì, in mezzo ai corridoi, e, con l’aiuto di un inserviente, ho portato Neal in macchina.

Spesso ho rinunciato a fare la spesa anche solo per non correre il rischio di trovarmi di nuovo in una situazione come quella.

Oggi quando qualcuno mi chiede come possa aiutare una famiglia con una persona Autistica, la prima cosa che dico è: “Chiedi loro se puoi aiutarli nel fare la spesa”.

2. Imparare cosa sia l’Autismo, senza dare consigli.

I genitori che hanno un bambino con una recente diagnosi di autismo sono spesso sopraffatti dalle cose da fare.

Oggi ci sono un sacco di informazioni peraiutare a imparare, e a capire la complessità di terapie, scuole e protocolli di cura.

In realtà le famiglie hanno bisogno più che di informazioni o di consigli, di qualcuno che li ascolti, hanno bisogno di un amico. Un amico che capisca quello che stanno passando e che non giudichi, condanni o dia consigli.

Io sono stata fortunata per i miei meravigliosi amici ma anche per i miei vicini; abbiamo cercato di stare insieme il più possibile: abbiamo cenato insieme, passaggiato insieme, discusso su come svezzare i nostri bambini.

Erano accanto a me nel momento della diagnosi di Neal e mi hanno sostenuto nei miei momenti più bui; hanno ascoltato i miei problemi, ma mi hanno dato consigli solo quando li ho richiesti.

Va bene segnalare un articolo di giornale, un post su di un blog, ma dai consigli solo se ti viene chiesto!

3. Passa del tempo con i fratelli della persona Autistica: hanno esigenze particolari e si meritano un trattamento speciale.

Quando c’è un bambino che ha un handcap o una difficoltà più o meno grave, i fratelli nell’età dello sviluppo possono spesso sentirsi esclusi, o tentare di diventare dei “piccoli adulti” con troppa responsabilità rispetto alla loro età, tanto da mettere da parte i propri bisogni.

Ciò può causare risentimento nei confronti del fratello o dei genitori, o portarli a negare i propri sentimenti.

I genitori coinvolti nei propri programmi e nelle terapie necessarie al bambino con autismo possono non avere il tempo o lo spazio per dare quello che vorrebbe il fratello “normodotato”.

Questa impossibilità è una grande occasione per gli amici e per le altre famiglie per fornire un sostegno utile ed efficace con semplici attività e attenzioni. Chiedi se il fratello voglia venire insieme ai tuoi bambini a vedere un film, prendere un gelato, fare una breve gita. Se non hai bambini, basta scoprire ciò che interessa al fratello, magari portandolo a una partita, a un concerto o semplicemente con una passaeggiata nel parco.

E se la famiglia con autismo ha un cane, offriti di fargli fare una passeggiata.

I fratelli e sorelle di persone Autistiche hanno una vita diversa rispetto ai loro coetanei. Holly Robinson Peete insieme a sua figlia Ryan ha scritto un bel libro per bambini, “Mio fratello Charlie,” che rivela l’esperienza di una sorella con il fratello gemello autistico.

Aiutare un fratello o una sorella di una persona Autistica può farti diventare la persona che fa la differenza nella loro vita, arricchendola.

4. Regala ai genitori una serata libera.

Devi essere pronto a metterti a disposizione di un bambino che elabora il mondo in modo diverso dal tuo.

Nel mio libro, “Ora vedo la Luna,” descrivo alcuni possibili modi per entrare in contatto con le persone Autistiche. Ho trovato bambini, ragazzi e adulti tra le più interessanti e straordinari che abbia mai avuto modo di conoscere, ma non l’avrei mai capito e percepito da sola se non avessi avuto per un bambino Autistico e non verbale.

Trascorrere del tempo con una persona Autistica può cambiare la vita anche una sola mezz’ora alla volta.

Il tasso di divorzio dei genitori di persone Autistiche è circa l’80 per cento (quasi il doppio della media nazionale); aiutando i genitori potresti aiutare il loro rapporto, oppure aiutare il genitore “single” a trovare il nuovo “giusto” partner.

5. Okay, non sai come gestire i bambini (oppure non li sopporti proprio). Però sei una persona organizzata, a cui piace aiutare gli altri.

Puoi offrire il tuo aiuto nei lavori domestici o nell’organizzare l’attività lavorativa. Lavare i piatti, portare fuori la spazzatura – ogni piccolo gesto può essere utile.

O ancora, se se ne hai le possibilità, potresti offrire di pagare qualcuno per le pulizie domestiche; I genitori di bambini che hanno esigenze particolari devono scendere a compromessi su qualcosa, talvolta le faccende domestiche.

6. Porta qualcosa per pranzo o per cena

Mi ero appena trasferita nella mia nuova casa in città. Avevo scatole ovunque.

Neal era in crisi e pensiero di cucinare qualcosa non mi sfiorava nemmeno.

Il mio vicino ha suonato alla mia porta portandomi la cena, per lui è stato semplice visto che stava già cucinando per se. Ancora oggi, otto anni dopo, ricordo ancora il sapore e l’odore del cibo e la sua squisita cortesia!

Avere qualcuno che offra un pasto cucinato anche una sola volta al mese può fare la differenza per una famiglia in difficoltà, specialmente se ha ricevuto la notizia della diagnosi di autismo solo di recente.

7. Chiedi ai tuoi figli che frequentano la scuola superiore di donare qualche ora del loro tempo per giocare con bambini e ragazzi Autistici.

Molte scuole superiori offrono crediti per il servizio volontario e quindi i tuoi figli potrebbero usufruirne frequentando, aiutando e giocando con bambini e ragazzi Autistici.

I ragazzi che lo hanno già fatto dicono che la loro vita è milgiore e più ricca grazie all’amicizia che hanno stretto.

Bonus! la cosa più semplice e più utile….

Tuttavia la cosa più semplice (ma anche la più difficile) è aprire il tuo cuore e la tua mente e dare amore e sostegno alle famiglie delle persone Autistiche; è sicuramente più semplice giudicare un bambino come capriccioso o “strano” o i genitori come incapaci o troppo permissivi. E se invece provassi semplicemente a vedere un bambino o un genitore in difficoltà e a chiedere loro “come posso aiutarti?”

Sappiamo quanto siamo tutti impegnati, stressati e perennemente di fretta. Ma ti assicuro che spendere anche una piccola parte del tuo tempo per aiutare gli altri permette di rianalizzare la propria vita e i propri obiettivi da un punto di vista diverso, più ricco e soddisfacente.

BIO

Elaine Hall “Coach E”
Fondatore del progetto Miracle.

Autore: “Ora vedo la Luna: una madre, un figlio, un miracolo”

www.nowiseethemoon.com
Per gentile concessione di Elaine Hall nel Huffington Post

Tradotto dall’articolo “Seven easy ways to help a family diagnosed with autism” di Elaine Hall e pubblicato sul sito http://www.autismsupportnetwork.com