In onore del mese sulla sensibilizzazione sull’autismo ho pensato che potrei aiutare la consapevolezza globale, descrivendo in maniera molto generale le cinque diverse diagnosi nell’ambito dei disturbi dello spettro autistico.

Di Philip Lye (traduzione a cura di Cristina Leonelli)

Disturbo Autistico

Questa diagnosi sta diventando la più utilizzata nello spettro. L’autismo è 4 volte più probabile che si manifesti nei maschi che nelle femmine, e spesso è caratterizzata da un comportamento più introverso, e/o da altri insoliti comportamenti sociali, da problemi di linguaggio, da schemi ripetitivi di comportamento (alcuni di natura auto-lesiva) e da difficoltà nel cimentarsi nel gioco di fantasia.

I sintomi spesso non sono evidenti fino ai 12 – 24 mesi di età.

Nel lavoro con i bambini con autismo, ho notato che un comportamento ripetitivo è l’auto-stimolazione, un modo di controllare il loro caos interno. Probabilmente avete sentito già l’espressione “si è dato una martellata su una mano per dimenticarsi del dolore al piede”.

Ebbene, sorprendentemente, in effetti funziona. Il cervello sembra concentrarsi sul dolore più recente per gestirlo e fermarlo, così da poter poi tornare ad affrontare il dolore più intenso e duraturo.

Entra in circolo un diluvio di endorfine; tale reazione calma la mente e la fa concentrare.

Per un bambino o un adulto che ha poca o nessuna capacità di elaborare spunti sociali, o è ipersensibile verso certe esperienze o pressioni sociali questa crisi auto-indotta aiuta a calmare il caos e il dolore fisico o emotivo. Tanto più, però, si utilizza questo trucco, tanto più si diventa dipendenti da esso, diluendo la sua efficacia.

Spesso un terapeuta cerca di modificare il comportamento ripetitivo in qualcosa di più sicuro (o più socialmente accettabile) in maniera graduale in modo da evitare una sua sostituzione con un altro potenzialmente peggiore del precedente.

Avete mai sentito un bambino giocare con gli amici, (magari vostro figlio)? I suoi gesti imitano quelli degli adulti e in particolare dei suoi adulti di riferimento e anche i giochi sono fortemente imitativi e correlati non solo con quello che vedono attorno a loro ma anche alle immaginazioni e alle fantasie degli altri bambini.

Visto che bambini autistici hanno difficoltà con il gioco immaginativo, hanno anche molta difficoltà ad imitare le persone.

Anche da adulti abbiamo la spinta a cercare di essere come le persone che frequentiamo (se ciò non accadesse i marchi d’abbigliamento e le marche famose non ci attrarrebbero così tanto).

La lezione che si impara durante il gioco si traduce nel modo in cui affrontiamo la vita quotidiana mentre cresciamo.

Ora immaginate cosa succederebbe se non avessimo la possibilità di cambiare la nostra personalità e le nostre abitudini per essere accettati socialmente? Cosa succederebbe se esprimessimo sempre ogni pensiero perché non siamo in grado di dire se questo possa o no apportare disagio a qualcuno? Quanto lontano arriveremmo nella vita?

Disturbo di Asperger

Questo è spesso considerato un “Autismo ad Alto funzionamento “. Con il Disturbo di Asperger non ci sono ritardi significativi nelle competenze linguistiche, lo sviluppo cognitivo, le capacità di auto-aiuto o il comportamento adattivo.

Permane, tuttavia, una compromissione del funzionamento sociale e il comportamento ripetitivo.

Pensando all’Autismo, qualcuno potrebbe pensare al film Rain Man. La capacità dei geni di contare, di applicare la matematica, ma anche il loro bisogno ossessivo della routine.

Sebbene brillantemente interpretato da Dustin Hoffman, il suo ritratto dell’Autismo/Asperger non è quello di un Autismo tipico; Raymond (il personaggio di Dustin Hoffman), in realtà era diagnosticato come affetto da un Disturbo di Asperger.

La natura di Savant di Raymond non è tipica, ma nemmeno insolita per le persone sia con disordini di Autismo che di Asperger; la natura ripetitiva (come descritto in precedenza, spesso di natura auto-lesiva) può essere legata anche a un’ossessione per uno o due argomenti.

Ad esempio, ho lavorato con un ragazzo che amava i treni. Per ogni argomento relativo ai treni il suo interesse raggiungeva il massimo e prestava grande attenzione “risucchiando” tutte le informazioni che poteva. Quando ancora frequentava la scuola elementare ti sapeva dire il nome di ogni modello, quanto pesava, la potenza in cavalli, la distanza percorsa a diverse velocità, i vari orari di ogni treno (gli orari per lo più di treni passeggeri) e riusciva a descriverti quasi ogni pezzo del motore.

Un altro ragazzo amava i siti web, principalmente siti di fumetti e cartoni animati. Consultava gli stessi siti giorno dopo giorno ed era in grado di leggere ad alta voce tutto il testo (autori, nomi di attori e biografie…) prima ancora che la pagina avesse terminato di caricarsi

Entrambi questi ragazzi erano svegli, ma solo in quelle piccolissime aree. La loro capacità di applicare quella conoscenza ad altre aree era quasi inesistente.

Disturbo Generalizzato dello Sviluppo

Ho molto meno da dire circa i prossimi disturbi dello spettro autistico. I sintomi di cui sopra sono presenti in tutti gli altri disturbi a vari livelli. Così per risparmiare spazio citerò la descrizione di questi disturbi data dalla Fondazione Canadese sull’Autismo.

Il Disturbo Generalizzato dello sviluppo non altrimenti specificato (PDD-NOS) si verifica quando un bambino non rientra all’interno del gruppo degli altri disordini autistici, ma comunque mostra segni di grave e generalizzata compromissione dello sviluppo dell’interazione sociale reciproca, e della capacità di comunicazione verbale e non verbale.

Sindrome di Rett

La sindrome di Rett è apparsa fino a questo momento esclusivamente nelle ragazze.

Queste bambine sembrano avere uno sviluppo normale fino a 5-18 mesi, poi sperimentano un rallentamento della crescita della testa e perdono il linguaggio precedentemente acquisito.

Le abilità manuali vengono sostituite dai comportamenti stereotipati (sbattere le mani, torcersi). C’è anche una perdita di interazione sociale, vengono compromessi il coordinamento fisico e il linguaggio recettivo ed espressivo.

E’ stato recentemente identificato un marcatore genetico per la sindrome di Rett.

Disturbo DISINTEGRATIVO dell’ Infanzia (CDD)

Questo disturbo è particolarmente difficile da vivere per i genitori perché il loro figlio inizia in linea con gli altri bambini, perdendo poi via via le sue abilità).

Il Disturbo Disintegrativo dell’ Infanzia (CDD), noto anche come malattia di Heller, si riferisce allo sviluppo normale dei bambini fino a 2 anni di età, dopo i quali questi perdono le competenze acquisite.

Questa regressione solitamente avviene tra i 36 e i 48 mesi di età, ma può verificarsi fino a 10 anni di età.