Papa: rompere isolamento e stigma contro persone autistiche

ANSA

(ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 22 NOV

Papa Francesco ha osservato che “tali disturbi costituiscono una delle fragilità che coinvolgono numerosi bambini e le loro famiglie” e ha affermato che è “necessario l’impegno di tutti per accoglienza, ascolto e solidarietà concreta”, è necessaria, ha aggiunto una “opera di sostegno per rompere l’isolamento e in molti casi anche lo stigma che gravano sulle persone affette dai disturbi dello spettro autistico e sulle loro famiglia”. Ha chiesto un “accompagnamento non anonimo e impersonale, ma che intende ascoltare le profonde esigenze che sgorgano dal fondo di una patologia che a volte stenta ad essere diagnosticata e ad essere accolta dalle famiglie senza vergogna e senza ripiegamenti nella solitudine: è una croce”.

Papa Bergoglio ha quindi invitato a “creare sul territorio una rete di sostegno e di servizi che coinvolga genitori, nonni,
terapeuti, operatori pastorale, per aiutare la famiglia a superare la sensazione che a volte può sorgere” di essere lasciati soli.
Dopo aver “incoraggiato” anche medici e studiosi a cercare modi per curare e prevenire questi disturbi, papa Francesco ha chiesto di pregare “per l’anima del cardinal Angelini che è stato proprio fondatore di questo Consiglio per gli operatori sanitari, che ha iniziato questa opera di servizio nella chiesa, e che – ha ricordato – il Signore ha chiamato a se questa notte”.

Dopo il discorso, come anche prima, all’ingresso in aula, il Papa ha salutato a lungo le persone, i malati, i loro familiari e operatori sanitari. I circa settemila presenti lo avevano atteso, e hanno poi continuato dopo che il Pontefice ha lasciato l’aula, intonando canti, tra cui la “Ave Maria Bella” di Mogol.

L’udienza è stata infatti animata da personaggi del mondo musicale come i Tazenda, Arisa, il maestro Giuseppe Barbera.

Presenti in aula anche i ragazzi dell’ associazione onlus “l’emozione non ha voce”, impegnata in particolare nella ippoterapia con l’iniziativa pioneristica “Cavalcando l’autismo”, un viaggio a cavallo di una settimana che, nel 2013 e nel 2014, ha portato una decina di ragazzi autistici a cavalcare nelle zone più belle dell’ Umbria e della Toscana. Questa associazione ha preso il nome di una famosa canzone di Mogol che, invitato all’incontro con il Pontefice, ha parlato di queste attività dell’ associazione di cui è padrino (ANSA).